24 – 31 agosto 2025
in occasione di GO! 2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale Europea della Cultura

Dal 24 al 31 agosto si è svolta Un fiume: memorie dal futuro, una camminata estetica lungo il fiume Isonzo, dalla sorgente alpina in Slovenia fino alla foce nell’Adriatico.
Un attraversamento lento, collettivo e transfrontaliero, realizzato nell’ambito del Festival dell’Acqua di Staranzano, curato da Giulia Cerrato in collaborazione con Fuorivia, la Riserva Naturale Foce dell’Isonzo, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dei comuni attraversati, nel contesto di GO! 2025.
Camminare lungo l’Isonzo non è stato semplicemente seguire un corso d’acqua, ma entrare in relazione con un fiume che è insieme corpo naturale, confine politico, memoria storica e spazio simbolico. La Soča/Isonzo cambia nome, lingua e persino genere attraversando il confine: fiume femminile in Slovenia, maschile in Italia. Cambia ritmo, paesaggio, funzione. E cambia anche lo sguardo di chi lo percorre.
Come scrive David Le Breton, camminare significa aprirsi al mondo. In questo senso il cammino è stato pensato come strumento di conoscenza: camminare per comprendere, osservare per leggere, rallentare per sentire. La lentezza ha permesso di cogliere le stratificazioni profonde del territorio: le leggende legate alla sorgente, la violenza della Prima guerra mondiale, il turismo outdoor contemporaneo, le grandi opere idrauliche, la biodiversità della foce.
Un fiume di miti, guerre e trasformazioni
Alla sorgente dell’Isonzo, nella Val Trenta, il fiume si presenta come divinità. Le leggende slovene raccontano del gigante Vodobruhec, “rigurgitatore d’acqua”, imprigionato nella montagna: se un giorno si libererà, il fiume si prosciugherà. Qui l’acqua è origine, forza primordiale, relazione intima con le montagne del Triglav.
Scendendo lungo l’alta valle, l’Isonzo diventa fiume sportivo e turistico: rafting, kayak, sentieri attrezzati. Ma a Kobarid/Caporetto il paesaggio cambia ancora volto. Il fiume si carica di memoria: dodici battaglie, trincee, sacrari, musei. Luoghi oggi attraversati da un turismo sostenibile convivono con una storia di devastazione che non sempre è immediatamente visibile. Il fiume, in alcuni racconti, si tinse di sangue.
Proseguendo verso sud, il cammino ha attraversato villaggi, città di confine, paesaggi agricoli e industriali.
A Solkan e Gorizia il confine si fa urbano, quotidiano, poroso. A Gradisca e nel Carso l’Isonzo dialoga con la storia militare, con le poesie di Ungaretti, con un paesaggio che oggi appare boscoso ma che durante la guerra era spoglio e martoriato. Infine, alla foce, il fiume si apre e rallenta. L’acqua incontra il mare e diventa ecosistema, luogo di accoglienza per oltre 240 specie di uccelli. Qui il fiume smette di correre e custodisce.
Il cammino estetico e il carnet de voyage
Un fiume: memorie dal futuro è stato definito un cammino estetico. Non solo un percorso fisico, ma un’esperienza di percezione e narrazione. Ogni partecipante ha ricevuto un quaderno, un carnet de voyage, come strumento di ascolto e restituzione.
Lungo il cammino sono stati proposti esercizi di osservazione e attenzione: ascoltare i suoni dell’acqua, riconoscere le forme delle correnti, fermarsi a nominare ciò che normalmente sfugge, chiedersi quante cose di un luogo non si erano notate all’arrivo.
Disegno, scrittura, fotografia hanno accompagnato il passo, non come documentazione, ma come pratica di relazione con il paesaggio. Il carnet è diventato così spazio intimo e collettivo insieme: memoria personale e archivio condiviso. Un modo per educare lo sguardo, riconoscere la bellezza e imparare a raccontarla, senza semplificazioni.
Memorie dal futuro
Camminare lungo l’Isonzo ha significato attraversare un fiume che custodisce molte storie e molte ferite. Un fiume che è stato confine, arma, risorsa, energia, habitat.
Un fiume che oggi chiede di essere ascoltato.
Come abitiamo i territori? Come raccontiamo la storia? Come immaginiamo il futuro?
Camminare insieme è stato il primo gesto per tornare a prenderci cura di ciò che scorre, cambia e ci attraversa.

Le tappe: dalla sorgente al mare
Il cammino si è articolato in sette giorni, con la possibilità di partecipare anche a singole tappe. Complessivamente hanno preso parte all’esperienza circa trenta persone, provenienti sia dal territorio sia da altre regioni. Un gruppo eterogeneo, in cui la dimensione comunitaria è stata centrale: condividere il cammino ha significato condividere tempi, fatiche, silenzi, parole, pasti.
TAPPA 0
Izvir Soče Iźvira > Trenta
24 agosto 2025
9 km – 310 m D+
La tappa alle sorgenti della Soča (Isonzo) si sviluppa nel cuore della Val Trenta, lungo il Sentiero della Soča, un percorso verde che segue il fiume dalla sua nascita fino a Bovec, all’interno del Parco nazionale del Triglav. La sorgente sgorga da una grotta con un laghetto sotterraneo, raggiungibile tramite un breve sentiero di montagna attrezzato. Il cammino attraversa boschi, pendii ripidi e valli glaciali, accompagnando il corso giovane e vivace del fiume tra rapide, cascate, pittoreschi ponti sospesi e gole spettacolari come quella del torrente Mlinarica, che incide la roccia con un canyon profondo fino a 100 metri, e la Grande Gola della Soča, lunga 750 metri. Il sentiero è anche un viaggio nella storia e nella cultura della valle: dal monumento a Julius Kugy, esploratore e narratore delle Alpi Giulie, ai resti delle antiche fucine siderurgiche, dalle segherie e mulini mossi dalla forza dell’acqua alla sega veneziana di Krajcarca. Non mancano i segni di un’economia montana ancora viva, come l’allevamento ovino e la produzione di formaggi pecorini. La biodiversità accompagna ogni passo: camosci, stambecchi, cervi, la trota marmorata, specie endemica del fiume, e il merlo acquaiolo, simbolo di acque pulite. È una tappa facile e modulabile, considerata una delle più suggestive dell’Alpe-Adria-Trail.
TAPPA 1
Bovec > Kobarid (Caporetto)
25 agosto 2024
26 km – 500 m D+
Il cammino inizia a Bovec, importante centro turistico dell’alta valle della Soča. Qui il fiume è ancora giovane, rapido, rumoroso. La conca di Bovec si apre su un anfiteatro di montagne imponenti – Kanin, Rombon, Svinjak, fino al Triglav – che raccontano un legame profondo tra acqua e roccia. Seguendo sentieri ben segnalati dell’Alpe Adria Trail, il gruppo cammina lungo rapide selvagge e pozze profonde. Nei pressi di Boka, le celebri cascate (rese iconiche anche dal cinema) segnano uno dei passaggi più spettacolari. Questo tratto del fiume è oggi fortemente legato agli sport outdoor: rafting, kayak, competizioni internazionali. L’arrivo a Kobarid, però, introduce un cambio di registro. Qui il fiume incontra la memoria della Prima guerra mondiale. La visita al Museo dell’Uomo e delle sue Miserie apre uno sguardo sulle dodici battaglie dell’Isonzo, restituendo al paesaggio una stratificazione spesso invisibile.
TAPPA 2
Kobarid > Tolmin
26 agosto 2025
19 km – 180 m D+
Il secondo giorno prosegue lungo il Juliana Trail, attraversando una zona più abitata, punteggiata da villaggi soleggiati come Ladra e Volarje. I sentieri si insinuano tra boschi, muri antichi coperti di muschio e piccoli nuclei rurali dove il cammino diventa occasione di incontro. Nei pressi della chiesetta di San Lorenzo, luogo di sepoltura del poeta sloveno Simon Gregorčič, il fiume torna a essere parola, canto, ispirazione. Qui la Soča è celebrata come entità viva, quasi mitologica. A Tolmin, punto strategico durante la Grande Guerra, il paesaggio si apre e il cielo si riempie di parapendii. È da qui che partì la svolta della dodicesima battaglia dell’Isonzo, che ridisegnò il fronte e la storia del conflitto.
TAPPA 3
Tolmin > Kanal ob Soči
27 agosto 2025
24 km – 550 m D+
Lasciata Tolmin, il cammino segue ancora il Juliana Trail fino a Most na Soči, attraversando la confluenza tra Soča e Tolminka, luogo oggi noto per passeggiate e festival musicali. Il fiume qui rallenta, si allarga, diventa spazio sociale. L’arrivo a Kanal ob Soči è segnato dal suo ponte, famoso per il tradizionale “salto del ponte” e per la sua storia di distruzioni e ricostruzioni, culminate nei bombardamenti del 1915. Da Kanal, il gruppo sale sul treno per raggiungere Solkan, percorrendo un tratto della storica ferrovia di Bohinj, parte della linea transalpina Praga–Trieste. Tra tunnel, ponti monumentali e stazioni storiche, il viaggio ferroviario diventa esso stesso racconto di infrastrutture, impero, guerra e ricostruzione. A Solkan avviene uno dei gesti simbolicamente più forti del cammino: l’attraversamento del ponte sull’Isonzo e del confine di Stato. Il fiume, che in Slovenia è femmina, diventa maschio in Italia; cambia lingua, nome, immaginario. Si attraversa il ponte sull’Isonzo e si arriva a Castel San Mauro, tra i vigneti del Collio.
TAPPA 4
Solkan > Gorizia
28 agosto 2025
16 km – 270 m D+
Attraversati i vigneti ai piedi del Monte Sabotino e visitato il Sacrario Militare di Oslavia, facendo una piccola deviazione, si prosegue verso Gorizia. Il percorso attraversa il Parco Piuma e il quartiere industriale di Straccis, fino a entrare nel tessuto urbano di Gorizia. La salita al castello offre uno sguardo dall’alto su una città di frontiera, segnata da separazioni e ricuciture. Nel pomeriggio, l’esperienza multimediale al Parco di Rafut (nell’ambito di GO!2025 Capitale Europea della Cultura) e la sera l’incontro pubblico al Circolo ARCI Gong aprono uno spazio di confronto con il territorio sui temi ambientali, culturali e sociali.
TAPPA 5
Gorizia > Gradisca d’Isonzo
29 agosto 2025
16 km – 80 m D+
Il quinto giorno segue il Canale Agrocormorese, attraversando un paesaggio di bonifiche, campi agricoli e canali artificiali. Qui l’Isonzo è lento, disciplinato, profondamente trasformato dagli interventi del Novecento. L’arrivo a Gradisca d’Isonzo, città fortificata veneziana, restituisce un’immagine elegante e raccolta. Le mura, i torrioni e le porte raccontano un’altra storia di difesa, controllo e relazione con il fiume. L’accoglienza del Comune di Gradisca d’Isonzo diventa occasione di dialogo e restituzione, grazie alla visita del Museo Documentario della Città.
TAPPA 6
Gradisca d’Isonzo > San Martino del Carso > Pieris > Staranzano
30 agosto 2025
18 km – 250 m D+
Da Gradisca il cammino si allontana temporaneamente dal fiume per salire nel Carso Isontino. A San Martino del Carso e sul Monte San Michele, il gruppo visita il museo all’aperto della Grande Guerra, il Museo del Monte San Michele . Le trincee, le poesie di Ungaretti, le immagini storiche raccontano un paesaggio completamente diverso da quello odierno, oggi ricoperto di boschi. Il paesaggio della guerra e quello odierno si sovrappongono. Preso un autobus da San Martino del Carso a Pieris, il cammino riprende costeggiando l’ultima parte del Fiume Isonzo fino all’Isola della Cona a Staranzano, nella Riserva Naturale Foce dell’Isonzo: l’arrivo è celebrato con la storica Sagra de le Raze, un momento conviviale, popolare, di chiusura collettiva.
TAPPA 7
La foce: l’Isola della Cona
31 agosto 2025
7 km – 10 m D+
L’ultimo giorno è dedicato alla Riserva Naturale Foce dell’Isonzo, uno degli ecosistemi più importanti d’Italia e il più esteso del Friuli Venezia Giulia. Qui il fiume si apre alla laguna e al mare, diventando spazio di straordinaria biodiversità: oltre 240 specie di uccelli osservate. Accompagnati dalle guide della riserva, il cammino finale è lento, silenzioso, attento. L’acqua non corre più: accoglie. Un cerchio di condivisione chiude simbolicamente l’esperienza, prima del rientro.
Crediti
Un fiume. Memorie dal futuro: camminata estetica lungo il fiume Isonzo è un progetto a cura di Giulia Cerrato per il Festival dell’Acqua di Staranzano realizzato in collaborazione con il Comune di Staranzano e Fuorivia con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e nel contesto di GO! 2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale Europea della Cultura.
Si ringraziano per la preziosa partecipazione, collaborazione e ospitalità durante il cammino: Castel San Mauro Società Semplice Agricola – Federazione italiana vignaioli indipendenti, il Gruppo Scout Gorizia 3 e il Circolo ARCI Gong (Gorizia), Comune di Gradisca d’Isonzo, Museo Documentario della Città e Gradisca Skating(Gradisca d’Isonzo), Comune di Sagrado e Museo del Monte San Michele (San Martino del Carso), Riserva Naturale Foce dell’Isonzo – Isola della Cona e Sagra De Le Raze di Staranzano.

























