29 ottobre 2019
Trekking urbano in avvicinamento a Commons in the City – Dialoghi sul Bene Comune, Bolzano

L’idea era semplice e potente, lasciare che fossero i luoghi a guidare il racconto.
A Bolzano la trasformazione si legge nello spazio, nelle architetture riconvertite, nei quartieri nati da stratificazioni sociali e politiche, nei vuoti urbani che diventano orti, nei poli di ricerca che ridisegnano immaginari e possibilità.
A fine ottobre 2019 FuoriVia è arrivata a Bolzano per una camminata nata dalla sinergia con la Cooperativa sociale OfficineVispa, all’interno di Public Space Innovation BZ e in dialogo con la rassegna Commons in the City. In quelle settimane il percorso metteva al centro i beni comuni e il modo in cui una città li riconosce, li cura e li trasforma.
Siamo partiti alle 15:00 dal NOI Techpark, oggi distretto dell’innovazione e della ricerca, ma nato dalla riconversione di un luogo con una storia industriale molto forte. Il parco tecnologico sorge infatti sull’area dell’ex stabilimento Alumix, legato alla produzione dell’alluminio e, più in generale, alla stagione dell’industrializzazione che ha segnato la Bolzano del Novecento. Dopo la dismissione delle attività produttive, quel pezzo di città è stato progressivamente recuperato e trasformato fino a diventare il NOI di oggi: un passaggio che rende immediata, già dal punto di partenza, l’idea di “luoghi della trasformazione” che ha guidato tutta la camminata.
Da lì abbiamo proseguito a piedi, mettendo insieme una piccola geografia di passaggi. Siamo arrivati alle Semirurali e al Parco delle Semirurali, dove la storia riaffiora letteralmente dal terreno nei resti archeologici della chiesa medievale di S. Maria in Augia. Abbiamo visitato anche la casa-museo delle Semirurali, entrando in un racconto fatto di memorie quotidiane e trasformazioni urbane.
Poco dopo abbiamo incontrato l’orto urbano curato dall’associazione Donne Nissà Frauen. Tra aiuole, piccoli attrezzi e filari ordinati, ci è apparso subito come uno spazio costruito con pazienza e continuità, capace di tenere insieme persone diverse e tempi diversi.
Lì la cura non riguarda solo la terra e i raccolti, ma anche le relazioni: ci si incontra, si scambiano competenze, ci si dà una mano, si impara a stare nello stesso luogo con rispetto. È uno di quei presìdi silenziosi che rendono visibile il bene comune, perché trasformano un angolo di città in un pezzo di comunità, fatto di gesti semplici e ripetuti
Abbiamo attraversato anche le tracce della vecchia ferrovia di Merano, oggi via Genova, e poi ci siamo spostati verso altri segni del presente produttivo e culturale. Siamo passati davanti a Eurac Research, ospitata nell’ex GIL, edificio del 1934–36 nato per la gioventù femminile fascista e recuperato dopo anni di abbandono con un progetto che affianca al corpo storico innesti contemporanei. Poco dopo abbiamo raggiunto il Museion, museo d’arte moderna e contemporanea, nell’edificio inaugurato nel 2008 e riconoscibile per le grandi facciate in vetro che dialogano con lo spazio urbano. Infine siamo arrivati alla Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano, dove il cammino ha consegnato la sua esperienza al momento di confronto pubblico.
Qui FuoriVia ha presentato l’associazione e il progetto appena concluso, FuoriVia Egnatia, prima di entrare nel dialogo sul Bene Comune insieme a Paolo Venturi (AICCON), Kris Krois (Master in Eco-Social Design, unibz) e Mauro Cereghini (operatore culturale e ricercatore, già direttore di Osservatorio Balcani e Caucaso).
Se c’è un’immagine che ci portiamo via da quel pomeriggio è una città letta a passo d’uomo, dove innovazione, memoria e conflitti, passati e presenti, diventano materiale di discussione collettiva. Il trekking urbano non è stato soltanto un avvicinamento alla conferenza, ma un modo per costruire camminando un vocabolario comune dei luoghi e delle responsabilità che li attraversano, nello stesso spirito narrativo e di ricerca che FuoriVia porta nei suoi cammini.
Crediti
Bolzano: attraverso i luoghi della trasformazione (passata, presente e futura) è un progetto a cura di Giulia Motta Zanin e Cesare Benedetti per FuoriVia.
Si ringraziano per la preziosa partecipazione, collaborazione e ospitalità: Cooperativa sociale OfficineVispa, Public Space Innovation BZ, la rassegna Commons in the City, associazione Donne Nissà Frauen; Paolo Venturi di AICCON, Kris Krois del Master in Eco-Social Design – UniBZ e Mauro Cereghini di Osservatorio Balcani e Caucaso.






