Sulle tracce della vecchia Tranvia: in cammino da Udine a San Daniele del Fruli

7-9 ottobre 2022 | Arti Urbane Fest

Per oltre trent’anni quel tram (affettuosamente chiamato la vacje, la vacca, per la sua lentezza) ha collegato borgate, campagne e colline, trasportando persone, merci, racconti. Ripercorrerne oggi il sedime a piedi significa interrogarsi sul senso del muoversi, sul rapporto tra velocità e territorio, sul modo in cui il paesaggio conserva e trasforma le proprie tracce. Una vecchia tranvia è un’infrastruttura, certo, ma è anche uno spazio di relazione: un luogo mobile dove il viaggio era già comunità.

Sulle tracce della vecchia tranvia è stato un attraversamento lento del tempo e del paesaggio, un esercizio di ascolto collettivo che dal 7 al 9 ottobre 2022 ha riportato a galla una linea scomparsa e, con essa, una trama di storie, relazioni e memorie condivise. In occasione della Giornata Nazionale del Camminare, promossa da FederTrek, Fuorivia e Invasioni Creative, in collaborazione con Damatrà Onlus, hanno guidato un gruppo eterogeneo di oltre 30 camminatrici e camminatori lungo l’antico tracciato della tranvia Udine–San Daniele del Friuli, attiva tra il 1889 e il 1955.

Viaggiare? Per viaggiare basta esistere. Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione nel treno del mio corpo, o del mio destino, affacciato sulle strade e sulle piazze, sui gesti e sui volti, sempre uguali e sempre diversi come in fondo sono i paesaggi

Fernando Pessoa

Il cammino si è aperto venerdì 7 ottobre a Udine con il talk “Camminare FuoriVia”, seguito da un convivium a km zero in collaborazione con Orto Felice. Un momento di incontro e preparazione, in cui il passo lento ha iniziato a prendere forma come gesto politico e culturale. Sabato 8 ottobre il gruppo si è ritrovato alla Stazione Centrale di Udine, punto di partenza simbolico e reale. Da lì, passo dopo passo, il cammino ha seguito il filo invisibile della tranvia, attraversando quartieri, aree di archeologia industriale, campagne coltivate e borghi. 

Con Damatrà Onlus il territorio si è raccontato attraverso fotografie, disegni, video e suoni, in una narrazione corale capace di intrecciare sguardi artistici e memorie locali. A Fagagna, la visita alla mostra “Quel lento viaggio in collina”, curata dall’Ecomuseo della Gente di Collina Il Cavalîr, ha offerto un tuffo nel passato: immagini e documenti hanno restituito il senso di un viaggio che durava quasi due ore, ma che teneva insieme economia, socialità e quotidianità.

Domenica 9 ottobre il cammino è proseguito da Fagagna a San Daniele del Friuli, meta finale e luogo di incontro. Qui, alla Casa del Trecento, il Gruppo Alpini di San Daniele ha accolto i partecipanti con una degustazione conviviale del celebre prosciutto, trasformando l’arrivo in una festa. Durante il pranzo, l’incontro con Romano Vecchiet, autore del volume Quel lento viaggio in collina, ha chiuso idealmente il cerchio, riportando parole e riflessioni sulla storia della tranvia e sul valore della lentezza.

Tempo, spazio, corpo

La nostra percezione del tempo è, infatti, fortemente influenzata dalla maniera in cui ci muoviamo nello spazio. Se, come dice David Le Breton, nel viaggio a piedi il tempo è a misura del corpo, la rivoluzione industriale e la meccanizzazione dei mezzi di trasporto hanno contribuito a stravolgere questa concezione. L’introduzione delle prime locomotive a vapore e del trasporto su binario non ha solamente accorciato le distanze ma ha imposto di cominciare a contare il tempo in modo diverso. Alla domanda “a che ora passa il tram? ” bisognava dare una risposta precisa. In tutte le stazioni l’orologio doveva segnare la stessa ora e lo scorrere del tempo doveva essere misurato nella stessa maniera.

“Sulle tracce della vecchia tranvia” è stata la prima azione di Arti Urbane Fest, progetto sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e da Fondazione Friuli. Un percorso di mediazione artistica che intreccia cammino, arti performative, urbanistica e partecipazione, mettendo al centro il corpo che attraversa e il paesaggio che risponde. 

Osservare il paesaggio

Camminare lungo una linea che non esiste più ha significato riscoprire che i luoghi non muoiono: cambiano, si stratificano, attendono nuovi sguardi. Perché, come insegna il camminare FuoriVia, non c’è paesaggio senza popolo. E ogni passo, se condiviso, può diventare racconto, memoria viva, futuro possibile.

Tra i luoghi che abbiamo incontrato lungo il cammino c’è il Cotonificio Cormor, fondato nel 1884, rappresentò uno dei più importanti poli industriali del territorio. Grazie a una visione imprenditoriale lungimirante, l’insediamento si sviluppò nel tempo tra il fiume Cormor e il canale Ledra, dando origine non solo agli edifici produttivi ma anche a un vero e proprio villaggio operaio, completo di servizi essenziali, tra cui l’acquedotto. Attorno al cotonificio vennero piantumati alberi sempreverdi e alberi da frutto, costruendo un paesaggio funzionale e al tempo stesso abitato. Oggi quell’area è stata trasformata in un parco pubblico, progettato dall’architetta Elisa Trani, che rilegge e restituisce la memoria storica dell’ex cotonificio attraverso una rete di percorsi e tracciati, ora integrati nel sistema dell’ippovia. Il progetto si fonda su una stretta collaborazione con l’Università di Udine e il suo spin-off Seme Nostrum, che curano le attività dell’orto botanico: dalla raccolta e documentazione delle piante alla conservazione delle essenze locali. Il giardino storico riqualificato si estende su un ampio spazio golenale, caratterizzato da morfologie simili ai magredi e ai terrazzi di erosione tipici delle valli fluviali. In sinergia con il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’università, sono stati studiati specifici lotti sperimentali e avviati prati stabili di magredo evoluto, utilizzando miscugli di specie vegetali autoctone. All’interno dell’area di Udine Fiere, in un bunker recuperato, trova spazio il Centro Colibrì, dedicato a Margherita Hack: 900 metri quadrati articolati in sette sale tematiche, un unicum nel panorama nazionale. Accanto al riuso degli edifici di archeologia industriale (come l’ex asilo, oggi centro servizi) e alla realizzazione di una nuova serra in vetro e acciaio, uno degli elementi più significativi del progetto è la valorizzazione degli antichi percorsi dei lavoratori, evidenziati da nuove piantumazioni e dal recupero di ciò che resta dell’originario patrimonio arboreo.

Camminare lungo la vecchia tranvia da Udine a San Daniele ha permesso di interrogarsi sulla dilatazione del tempo introdotta dalla modernità e dalla velocità. Sperduto nel paesaggio, il camminatore rimette in discussione il suo modo di percepire il movimento nello spazio. Un susseguirsi di immagini, rumori, odori e sapori, scanditi dal passo lento, che ci hanno permesso di riappropriarci del nostro tempo.


Crediti

Sulle tracce della vecchia Tranvia: in cammino da Udine a San Daniele del Fruli è un progetto a cura di Giulia Cerrato per FuoriVia e Invasioni Creative, realizzato in collaborazione con Damatrà Onlus e realizzato In occasione della Giornata Nazionale del Camminare promossa da FederTrek.

Si ringraziano per la preziosa partecipazione, collaborazione e ospitalità: Ecomuseo della Gente di Collina Il Cavalîr, Palestra Comunale di Cicconicco e Comune di Fagagna (Fagagna), Casa del Trecento e Gruppo Alpini di San Daniele (San Daniele del Friuli), Romano Vecchiet.